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Ciontrollo del vicinato: definite le zone e le squadre, è partita l'azione

Notizia pubblicata su Il Nuovo Torrazzo in data 27 giugno 2026

Data :

27 giugno 2026

Categorie:
Rassegna stampa
Ciontrollo del vicinato: definite le zone e le squadre, è partita l'azione
Municipium

Descrizione

Intervista ai coordinatori Costenaro e Bignamini: “C’è sempre la possibilità di aderire..È un progetto importante della comunità”

Il progetto di Controllo di Vicinato, coordinato e condotto dai consiglieri comunali Plinio Costenaro ed Ennio Bignamini, è stato l’argomento di cinque assemblee pubbliche. Due a Vidolasco e tre a Casale. L’ultima a Casale con la presenza di Paola Dall’Asta, coordinatrice dell’Associazione Brescia SiCura - Controllo di Vicinato, membro del direttivo Ancdv e vicepresidente dell’Associazione Comunità di Vicinato Insieme. Un lavoro durato alcuni mesi. Di seguito il punto della situazione con Costenaro e Bignamini.

Anche a Casale Cremasco Vidolasco è partito il programma di Controllo di Vicinato. Che tipo di esperienza è stata?

“Siamo rimasti da subito molto colpiti dalle potenzialità che il progetto di Controllo di Vicinato (CdV) può avere per una comunità come la nostra, sia dal punto di vista della sicurezza, ma anche come opportunità per promuovere una educazione alla convivenza civile, favorire l’integrazione e l’inclusione sociale. Per questo ci siamo messi in contatto con l’Associazione Nazionale per il Controllo di Vicinato e siamo entrati in rapporto con la dott.ssa Paola Dall’Asta, tra le altre cose presi- LUCIA BONIZZONI n Il Grest della comunità pastorale Emmaus, che comprende le parrocchie di Oanengo, Ricengo e Bottaiano, è cominciato a gon‚e vele. Domenica 14 santa Messa, in cui è stato presentato alla comunità Riccardo Spagnolo, seminarista, e pomeriggio di giochi per ragazzi; lunedì 15 il via u—ciale all’attività del Grest, che durerà cinque settimane e si concluderà con la serata ‚nale di venerdì 17 luglio. Un appuntamento speciale è stato mercoledì 17 giugno, in occasione della visita del vescovo Daniele in oratorio, che ha potuto incontrare 300 tra bambini e ragazzi dalla prima elementare alla terza media, oltre a 120 animatori. Al mattino, la giornata inizia con il trasporto organizzato per andare a prendere i bambini di Ricengo e Bottaiano. Il Grest è in continuità con il percorso che i ragazzi e le ragazze svolgono durante l’anno (c’è un’unica classe di Unità Pastorale per ogni fascia d’età, non divisa tra le varie parrocchie). Ma il Grest si sviluppa anche con serate ed eventi a tema, come con la sagra di Ricendente dell’Associazione Comunità di Vicinato Insieme. Abbiamo partecipato ad alcuni incontri pubblici, in provincia di Brescia dove il CdV è maggiormente diffuso, abbiamo approfondito la materia attraverso il corposo materiale informativo che ci è stato messo a disposizione e ciò ci ha permesso di farci un’idea corretta del CdV prima di promuoverlo alla comunità in modo fattivo e proattivo. Così, nel rapporto con la dott.sa Dall’Asta abbiamo imparato ad apprezzare il fatto che il CdV è soprattutto consapevolezza, collaborazione, attenzione e interazione con i propri vicini”.

Come opererete?

Dall’Asta ci ha sempre detto che i cartelli da soli non sono il CdV, indicano che in quella zona il CdV è attivo e operativo, ma questo dipende da come vivono e operano le persone che ci vivono. Per questo, a nostro avviso, ciò che proponiamo si discosta un poco da altre esperienze analoghe. Una cosa che ci ha molto colpito, in questo percorso di apprendimento e proposta, è stata l’apertura a nuovi rapporti di vicinato, il dialogo conseguente, l’entusiasmo con cui alcuni vicini si sono messi all’opera insieme. Sappiamo che il controllo del vicinato non risolve in modo esaustivo tutti i problemi di sicurezza, però siamo convinti che fare comunità possa rendere la vita un po’ più diffcile a ladri, truffatori e vandali e, allo stesso tempo, sia uno stimolo a una maggiore collaborazione tra le persone”.

Come funziona il CdV?

“Innanzitutto siamo rimasti positivamente sorpresi dall’adesione, che non ci aspettavamo così numerosa da subito. Attualmente sono 70 le famiglie che hanno sottoscritto la richiesta di adesione al programma di CdV, altre adesioni sono in corso e ci teniamo a far sapere che è comunque sempre possibile partecipare, non esiste un numero chiuso. Come consigliatoci e per favorire un reale rapporto di vicinato, per il momento sono state definite, costituite e registrate cinque zone di CdV, di cui quattro risultano ben delineate (singola zona omogenea dove i vicini si possono almeno vedere) mentre una per ora èddenominata “provvisoria” perché diramata su una zona più vasta e poco omogenea. Stanno arrivando e siamo in attesa di nuove adesioni per meglio definire nuove zone omogenee di CdV. Dal punto di vista concreto siamo organizzati con una community di WhatsApp oltre a una mailing list per le comunicazioni e lo scambio di informazioni e materiale divulgativo. Ci sono due referenti e cinque coordinatori, uno per ogni gruppo di CdV. Ogni gruppo di CdV ha una propria chat di WA, amministrata dal proprio coordinatore, dove ciascun membro può interagire e inviare eventuali segnalazioni. Abbiamo inoltre adottato un regolamento per l’utilizzo dei programmi di messaggistica istantanea che gli aderenti hanno sottoscritto, per regolare l’utilizzo della chat in modo ordinato ed efficace. Agli aderenti è stato distribuito materiale divulgativo, in particolare un opuscolo contenente le linee guida per l’utilizzo dei programmi di messaggistica istantanea e recentemente un corposo Manuale della Sicurezza Residenziale. Tutto il materiale diffuso è stato redatto e fornito a mezzo file dalla Ancdv”. cittadini possono aderire liberamente?

Cosa comporta per loro l’adesione al CdV?

“Ci teniamo a precisare che il programma per il CdV è una iniziativa a base volontaria dei cittadini, apolitica e apartitica, senza discriminazioni di sorta”

La proposta è stata fatta dall’amministrazione comunale?

“Certo, perché noi consiglieri ci siamo fatti promotori del programma e l’amministrazione comunale, condividendone lo scopo, si è posta come Ente facilitatore, mettendo a disposizione le proprie strutture per gli incontri pubblici e rendendosi disponibile a farsi carico dell’apposizione dei cartelli dei CdV. Per questo non possiamo che ringraziare il sindaco, la Giunta e tutto il personale comunale che ha collaborato. Ciò detto però, il futuro dei gruppi di CdV è totalmente scollegato dall’amministrazione: gli Atti Costitutivi dei gruppi di CdV sono ‚rmati dai singoli cittadini e questo è il fatto rilevante anche ai fini giuridici”

Come sintesi finale, cosa dite del programma di CdV?

“Questo è il paese dove viviamo, quello che desideriamo e per cui vogliamo contribuire a renderlo un posto migliore. Crediamo in una comunità dove le persone si rendono disponibili, collaborano, si parlano, interagiscono e il nostro desiderio è quello di favorire tutto quanto contribuisce a unire e non dividere, a vivere e non subire, a partecipare attivamente e non solo a chiacchierare. Come già accennato, cerchiamo di fare le cose se ne vale davvero la pena, non ci interessano le cose fatte solo per farsi vedere, siamo come un libro aperto, disponibili a incontrare chiunque fosse interessato. L’esperienza del CdV non è un fatto chiuso e definito, bensì è una questione aperta e in fase di costante evoluzione. Non è una cosa del Comune, ma è di tutti quei cittadini che desiderano mettersi in gioco”.

Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2026, 08:22

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